Borse tra cielo e mare Un soffio di Salento da Sabrina Franchini

Lino jaquard e pelli impalpabili per le nuove proposte estive e anche la possibilità di personalizzare la propria scelta

Leggere tende bianche mosse dal vento. Penombra che rassicura in fresche stanze nei pomeriggi arsi dal sole, brividi che fanno accapponare la pelle quando ci si immerge nelle acque cristalline del mare del Salento. Fotogrammi d’infanzia impressi nella memoria di Sabrina Franchini, che ha dedicato la sua collezione primavera-estate alla terra delle vacanze di bambina e ora di madre.

Quel Salento, la Finibus Terrae dell’anima, sospeso tra cielo, mare e terra. Tra ulivi secolari, terra rossa e candide spiagge. Un amalgama perfetto di forme e colori. Le emozioni suscitate da questi paesaggi impregnano le creazioni della designer modenese, che si propongono in totale armonia ed equilibrio tra linee e materia, tra cromatismi accesi e toni neutri, lucentezza e opacità. Per la prima volta, accanto alle storiche borse in pelle, ci saranno anche due nuove linee in tessuto. Una in lino 100% che riprende la tela dei sacchi delle poste italiane, tessuta con lo stesso procedimento utilizzato dal 1840 per essere indistruttibile.

Personalizzata con dettagli stampati manualmente e con l’aerografo, suggerisce motivi propri delle coperte militari o dei materassi. Tre modelli disponibili: il sacco/tracolla che si trasforma anche in zaino, la nostra creazione preferita, molto fashion, molto fotografabile in questa era scandita dai click di Instagram, oltre ad essere estremamente funzionale; il box costruito con un telo unico, con tasche laterali chiusura a cerniera e il canestro rifinito con una cimosa sfrangiata completato con i manici e cinghie in cuoio lavabile anche in lavatrice. L’altra nuova serie è in jacquard ad effetto intrecciato, che ricorda le trame dei cesti e viene proposta in bustine di dimensioni via via crescenti inseribili una nell’altra per moltiplicare gli spazi.

La collezione è completata dalle proposte in pellami straordinari, leggerissimi conciati secondo le sapienti tecniche della tradizione. Modelli versatili pensati come passepartout per ogni momento della giornata. Sono lievi ma resistenti, spaziosi ma riducibili. Le ormai classiche sei varianti “Topanga”, “Slow bag”, “Little slow bag”, “Pucci Pucci”, “Darling” e “Spritz” si declinano in modelli diversi grazie a particolari irripetibili, tonalità inedite e peculiari trattamenti a cui sono stati sottoposti i cuoi. Un palette di colori che ruba le tinte delle terre rosse salentine, delle pietre chiare degli ortali barocchi leccesi.

Le frange in movimento suggeriscono la freschezza dei venti del Capo. Il vitello spazzolato, laserato, sbiadito e maltinto imita le venature cangianti tracciate dal mare o dalle piogge sui teneri tufi o sui campi riarsi, crepati dal sole. In primo piano le sensazioni tattili anche contrastanti: la pelle talmente leggera da sembrare smaterializzata ritrova la sua corposa materialità negli interni sfoderati morbidi e avvolgenti. Le capienze sono molto funzionali. Sabrina ha creato le borse ideali per qualsiasi viaggio: un viaggio nella nostra quotidianità. Un viaggio tra Modena e Lecce. Un viaggio a ritroso nel tempo proiettato verso il futuro luminoso come le strade assolate da percorrere a piedi nudi, in totale libertà, in perenne movimento come frange accarezzate dal vento.

di Maria Vittoria Melchioni

Fonte: Gazzetta di Modena