Le borse chic e green di Sabrina

Dal 2012 la Franchini crea accessori in pelle trattata in modo ecologico e con finiture anallergiche.

Solo la borsa è il vero antagonista delle scarpe in cima alla lista dei desideri delle donne. La borsa è un microcosmo a sé, in cui viene racchiusa la parte nomade di ognuna di noi e Sabrina Franchini, fashion designer modenese che collabora per varie aziende, in Italia ed all’estero, essendo madre “seriale”, per conciliare le esigenze dei quattro figli ed i meravigliosi contrasti della propria realtà quotidiana, ha messo a punto uno stile di vita in grado di armonizzare il bello con il funzionale.

Com’è iniziata la sua avventura alla ricerca della borsa perfetta?

«Ho iniziato nel 2012 grazie ad un pensiero ricorrente che avevo ogni mattina uscendo di casa mentre accompagnavo a scuola i miei bimbi. Le borse d’oggi sono tutte tremendamente pesanti. E avere sempre sulle spalle un peso del genere mi sfiancava. Così, ho preso in mano vari modelli di borse che avevo e ho iniziato a pensare a come poterle “sfoderare”, a creare modelli sfoderati insomma. E la cosa è possibile solo se si usano pellami molto belli, perché l’interno diventa una parte da trattare come se fosse l’esterno. In seguito ho fatto approfonditi studi sulla pelle, facendo sempre più mia l’affermazione che noi italiani siamo un’eccellenza mondiale in materia di concia e lavorazione del pellame. È una cosa quasi atavica che ci portiamo dietro da quando eravamo una società rurale, fatta di allevatori. Va da sé che, grazie a questo studio, ho individuato nei toscani, i migliori conciatori. Nella zona di Santa Croce, la concia viene fatta “al vegetale” ossia con tannini vegetali, che è poi la forma di concia più antica. Ed è un metodo che permette di ottenere pellami anallergici. I tannini prendono il nome dalla pianta da cui provengono (castagno, sommacco, mimosa, quercia, eccetera). Danno tutti al cuoio conciato un colore nelle tonalità del marrone, più o meno intenso ma con fiamma diversa a seconda della pianta di provenienza. Mi sono fatta realizzare un modello di borsa da una pelletteria di Faenza che lavora anche per Sergio Rossi e altri brand. Il prototipo mi è piaciuto da pazzi e così anche alle mie amiche, e ho fatto produrre una quantità limitata di pezzi da vendere in un negozio di Pietrasanta. Da lì, con il passaparola ho ampliato il numero delle boutique in cui trovare le mie creazioni».

La sua filosofia green si rispecchia anche nei dettagli?

«Sì. Tutte le finiture sono nichel free (il nichel è un metallo di transizione ad alto potere allergizzante, ndr) cerco di limitare al massimo le lavorazioni galvaniche perché possono portare ad eritemi cutanei. Le cerniere, le borchiette se ce ne sono, sono tutte anallergiche». Da un punto di vista stilistico invece le sue borse come sono?

«La mia prima borsa è stata la “slow bag”, una borsa capiente, leggera e morbida che ha fatto anche da cuscino ai miei bimbi mentre dormivano in macchina. Una borsa scarna ed essenziale, ma al contempo chic, sfoderata per poterne amare anche l’interno e apprezzarne il profumo di pelle, capiente per poter contenere computer, un paio di scarpe e un tricot per poter uscire di sera senza passare dal via, riducibile ad un ingombro minimo per poter essere infilata nelle tasche del bagaglio a mano nei viaggi low cost, low cost anche nel prezzo pur essendo completamente ed unicamente italiana. Le frange sono un elemento decorativo che mi piace molto e le ritrovate spesso sui miei modelli. Così come trovate pochette piccole da abbinare a shopper più grandi per separare gli oggetti una all’interno dell’altra e da portare individualmente nelle occasioni più indicate». Le borse di Sabrina Franchini sono in vendita da “Essenze” in via Selmi a Modena, da “Bric a Brac” a Carpi, da “Lisa F.” a Sassuolo. Per informazioni www.sabrinafranchini.it

di Maria Vittoria Melchioni

Fonte: Gazzetta di Modena