Modena: esuberante e intimista la collezione “bifronte” di Sabrina Franchini

L’edonismo degli anni 80 e il mood del decennio successivo nella linea di borse. Un’iniziativa da Montorsi nello yoga-day
di Maria Vittoria Melchioni

Riccione 1982. L’Italia vince i Mondiali di calcio, il lungomare della Repubblica è un caleidoscopio di colori e la gente in festa crea un unico lunghissimo serpentone che sale fino alle colline per raggiungere i locali di culto come il Peter Pan. Glitter, tinte brillanti, tutto resta impresso nella memoria di una giovane Sabrina che passa quell’indimenticabile estate sulla Riviera Romagnola. Marrakech anni ’90. Il souk con le sue spezie variopinte, con le terracotte azzurre e ocra, con gli intrecci geometrici dei tappeti sullo sfondo neutro della sabbia chiara e delle costruzioni fortificate. Altre istantanee che vengono archiviate dalla stilista che oggi sfoglia l’album delle vacanze e dalla dicotomia apparente di quei due periodi così diversi, trae ispirazione per una collezione bifronte: esuberante e “sfacciata” da un lato, minimalista e intimista dall’altro. «È il racconto della mia crescita come donna – racconta Sabrina Franchini – la mia bellissima giovinezza, piena di allegria, luci, suoni, colori e la mia età matura, con una nuova consapevolezza interiore, un equilibrio tutti nuovi».

All’edonismo degli anni ’80 dobbiamo la “Bisaccia” in pelle scamosciata, nelle tonalità ibisco e smeraldo che immediatamente vi catapultano sui dancefloor dei club più famosi del tempo. Il buco per le mani suggerisce un doppio uso, perfetto sia a tracolla che come pochette. Anche la “Little Multimaterial” ricorda il make up del decennio più colorato del secolo scorso, con l’accostamento tra lucido e mat realizzato grazie all’utilizzo di tre pelli diverse per dare appunto questo effeto di luci ed ombre. Perfetta nel volume, ha una fodera raso jacquard idrorepellente. Blaze, rouches, volant e frange erano all’ordine del giorno ed ecco che quest’ultime vengono riproposte nel modello “Closer Fringe”, una nuova interpretazione della borsa da indossare a tracolla o crossbody o come clutch e che è caratterizzata da un taglio dinamico. È realizzata con pelle di vitello lissato dal colore disomogeneo e leggermente lucido (anice o strelitzia) che enfatizza il movimento delle lunghe frange.

Cambio di decennio e inversione totale del mood che ha guidato il pianeta durante gli anni ’90. Cancellati gli eccessi degli anni precedenti, ecco una nuova consapevolezza ecologica, una voglia di semplicità e di minimalismo, una grande propulsione a mettere al centro della propria vita l’anima e non il corpo. Lo yoga si diffonde come nuova panacea per lo stress e l’ansia ereditata da un periodo in cui apparire era più importante dell’essere. Sabrina per la prima volta realizza una capsule dedicata all’athleisure con un porta-tappetino da yoga realizzato in gabardine, in canvas e in pelle dove campeggia la stampa di un’aloe, pianta biblica legata all’immortalità, dai poteri taumaturgici: «Ho trovato questa stampa all’interno di un libro di botanica dell’800 da un antiquario milanese – spiega la designer – me ne sono innamorata e l’ho voluta riproporre anche su un altro modello, la Jumbo, comoda non solo per la palestra». Completano la collezione il marsupio Fanny in rafia e il nuovo modello Market sempre in rafia intrecciata. In occasione del solstizio d’estate, in concomitanza con lo yoga-day, la boutique Montorsi di via Emilia 87 dedicherà una vetrina intera a questi modelli.

Fonte: Gazzetta di Modena